composti (morfologia derivazionale), derivazione di parole, 1 significante↔2 siginficati e viceversa; latinismi/grecismi, alcune regole= molto produttive (si applicano a tutti gli elementi di una categoria, es: agg + mente = avverbio), composizionale (derivato da somma elementi combinati, es: velocemente= in modo veloce) o idiosincratico (significato imprevedibile, es: finalmente ǂ in modo finale), corretta successione storia derivazionale, trasparenti (testa a sx, accento su 2° parola); opachi (testa a dx, pt. che non è proprio parola, x es in greco, storia derivazionale (morfologia derivazionale), derivazione di parole, 1 significante↔2 siginficati e viceversa; latinismi/grecismi, alcune regole= molto produttive (si applicano a tutti gli elementi di una categoria, es: agg + mente = avverbio), composizionale (derivato da somma elementi combinati, es: velocemente= in modo veloce) o idiosincratico (significato imprevedibile, es: finalmente ǂ in modo finale), corretta successione storia derivazionale, trasparenti (testa a sx, accento su 2° parola); opachi (testa a dx, pt. che non è proprio parola, x es in greco, significato (morfologia derivazionale), derivazione di parole, 1 significante↔2 siginficati e viceversa; latinismi/grecismi, alcune regole= molto produttive (si applicano a tutti gli elementi di una categoria, es: agg + mente = avverbio), composizionale (derivato da somma elementi combinati, es: velocemente= in modo veloce) o idiosincratico (significato imprevedibile, es: finalmente ǂ in modo finale), corretta successione storia derivazionale, trasparenti (testa a sx, accento su 2° parola); opachi (testa a dx, pt. che non è proprio parola, x es in greco, produttività (morfologia derivazionale), derivazione di parole, 1 significante↔2 siginficati e viceversa; latinismi/grecismi, alcune regole= molto produttive (si applicano a tutti gli elementi di una categoria, es: agg + mente = avverbio), composizionale (derivato da somma elementi combinati, es: velocemente= in modo veloce) o idiosincratico (significato imprevedibile, es: finalmente ǂ in modo finale), corretta successione storia derivazionale, trasparenti (testa a sx, accento su 2° parola); opachi (testa a dx, pt. che non è proprio parola, x es in greco, prestiti (morfologia derivazionale), palesi (importi significante e significato, es: bar), nascosti (calchi, estensione semantica: importi solo significato, es: massa, cielo); possono creare radici, 1 significante↔2 siginficati e viceversa; latinismi/grecismi, alcune regole= molto produttive (si applicano a tutti gli elementi di una categoria, es: agg + mente = avverbio), composizionale (derivato da somma elementi combinati, es: velocemente= in modo veloce) o idiosincratico (significato imprevedibile, es: finalmente ǂ in modo finale), corretta successione storia derivazionale, trasparenti (testa a sx, accento su 2° parola); opachi (testa a dx, pt. che non è proprio parola, x es in greco, cos'è un calco linguistico/prestito indiretto, forma del significante + significato (es: skyscraper-> grattacielo), ., da dove deriva l'illusione che il parlato sia una brutta copia dello scritto, dalle differenze di esecuzione (e da diglossia): parlato=processo, scritto=prodotto, dalla storia della scrittura, differenze parlato - scritto, parlato: revisionabile-> rifinito, elaborato-> logico, corretto; scritto: non revisionabile, il contrario, scritto: revisionabile-> rifinito, elaborato-> logico, corretto; parlato: non revisionabile, il contrario, esempi che dimostrano differenza tra competenza e esecuzione, lapsus (parlato), prestiti (parlato), verbi (scrittura), refusi (scrittura), da quale punto di vista parlato e scritto sono alla pari, astratto, biologico, quale dei due è universale (usato da tutti), parlato, scritto, il parlato precede lo scritto, filogeneticamente (storia umana), per status sociale, ontologicamente (nell'apprendimento), da cosa si evince che il parlato è una potenzialità innata che va stimolata, non si evince, è lo scritto ad essere innato, esistono meccanismi specializzi (in fonazione, ascolto e memorizzazione forme), quale è acquisito, parlato, scritto, quale è appreso (insegnato esplicitamente), parlato, scritto, di cosa è 'fatto' il parlato, parte eredità biologica (animali non possono imparare nessuna lingua umana), parte eredità culturale (lingue tramandate, stimolo esterno), quali sono le variazioni dello scritto rispetto al parlato, lo scritto è più formale e di livello 'più alto', materiale e aspetto formale (x il parlato abbiamo tutti le stesse 'risorse' per forza), esempi di semasiografie, sillabari (ebraico), pittografie (geroglifici), ideografie (cinese), alfabetari (latino), come le semasiografie superano i propri limiti, metonimia (organo=azione-> occhio=vedere), omofonia (parola usata in modo diverso-> Maria porta=Maria ⌻), monoconsonantismo (prendi 1° lettera di 1 parola per trascrivere), fonografie: sillabari, consonantici (solo consonanti, vocali/doppie si aggiungono leggendo; non sono veri alfabeti); completi (greco e latino), lineare B, etiopico, cherokee || “alfabeti” semitici (ebraico, arabo, ecc.), fonografie: alfabeti, consonantici (solo consonanti, vocali/doppie si aggiungono leggendo; non sono veri alfabeti); completi (greco e latino), lineare B, etiopico, cherokee || “alfabeti” semitici (ebraico, arabo, ecc.), qual è il sistema di scrittura più semplice, logografico, alfabeto, cosa ha fatto Sequoyah, inventa la scrittura alfabetica, inventa sillabario x nazione Cherokee; 1° tentativo logografico, poi sillabico (mai alfabeto), quali sono le tappe di apprendimento x Ferreiro-Teberosky, presillabico, sillabico, sillabico-alfabetico, alfabetico, criterio quantità minima (Ferreiro-Teberosky), treno + lettere di formichina perchè è + grande, 3/4 segni, ola e loa sono diversi, criterio varietà segni (Ferreiro-Teberosky), treno + lettere di formichina perchè è + grande, 3/4 segni, ola e loa sono diversi, relazione iconica scritto-referente (Ferreiro-Teberosky), treno + lettere di formichina perchè è + grande, 3/4 segni, ola e loa sono diversi, perchè è falso il pregiudizio che lo scritto è il parlato messo per iscritto, non è falso, il parlato ha il primato da ogni punto di vista, non basta imparare a parlare per saper scrivere (scritto + normativizzato e + aspettative), quali sono altri problemi dello scritto, serve apprendimento nomenclatura specializzata (+ lessico), errori ortografici (x il parlato si è + tolleranti negli errori di pronuncia), serve capacità di produrre/decodificare testi molto complessi, non c'è apparato specializzato, è debolmente contestuale, conseguenze prestigio scritto, poca praticità, norma, naturalizzazione, conservatorismo, artificiosità, il significato è multifattoriale, di cosa è fatto, lessico, fonetica, sintassi, fonologia, inferenze (cose implicite), su cosa si basano le inferenze, nostra conoscenza del mondo, lessico e sintassi, principio di cooperazione (Grice; pensiamo che ciò che uno dice/scrive è sempre rilevante e pertinente), quali sono le massime conversazionali che esprimono il principio di cooperazione, metafora (parola applicata a referente non compatibile, es: 'aldo è una macchina'), qualità (non vi contraddite), tautologia (non è informativa, è ridondante, es: 'la guerra è guerra'), quantità (fornite tutte e solo le informazioni necessarie, relazione (fornite contenuti pertinenti), modo (procedete in modo ordinato), quali sono i sensi non letterali spiegati dal principio di cooperazione, metafora (parola applicata a referente non compatibile, es: 'aldo è una macchina'), qualità (non vi contraddite), tautologia (non è informativa, è ridondante, es: 'la guerra è guerra'), quantità (fornite tutte e solo le informazioni necessarie, relazione (fornite contenuti pertinenti, ironia (violano delle massime), definizione di 'testo', produzione linguistica dotata di contenuto comunicativo, insieme di frasi strettamente legate tra loro dalla grammatica e immerse in un contesto , caratteristiche della coesione, relazioni formali tra frasi del testo che realizzano la coreferenza (riferirsi alla stessa entità), attiene alla semantica (contenuto), si realizza tramite coesivi e connettivi, cambia utilizzo tra parlato e scritto, quali sono i coesivi, causali (perchè), pronomi (proforme); possono essere anche vuoti (sottintesi/impliciti), espressioni anaforiche: sostitutivi lessicali (sinonimi, iperonimi, iponimi) e equivalenti referenziali (riformulazioni con informazioni extralinguistiche), conclusivi (dunque), quali sono i connettivi, causali (perchè), pronomi (proforme); possono essere anche vuoti (sottintesi/impliciti), confermativi (infatti), conclusivi (dunque), caratteristiche della coerenza, relazioni formali tra frasi del testo che realizzano la coreferenza (riferirsi alla stessa entità), attiene alla semantica (contenuto), si realizza tramite coesivi e connettivi, cambia utilizzo tra parlato e scritto, tipi di coerenza, logica, emozionale, semantica (es: coltivare i figli-> non c'entra niente coltivare), stilistica (formale-informale), cosa sono i linguaggi settoriali, insieme di fatti di una lingua usato da gruppo ristretto parlanti, linguaggi divisi per stato sociale, caratteristiche linguaggi settoriali, sentimentalismo, significato denotativo e non sentimentale, tecnicismi collaterali (sinonimi di parole di uso comune, es: 'modico risentimento febbrile'= un po' di febbre), formalità, tecnicismi specifici (univoci: esistono solo in quel settore; ambigui: derivano da linguaggio comune, es: massa/lavoro), principio alfabetico, ciascuna specifica lettera è in relazione con uno specifico segmento e viceversa (biunivoco), ogni specifica lettera è in relazione con più segmenti contemporaneamente, riformulato: l'alfabeto è un sistema di scrittura in cui lettere e fonemi sono in relazione biunivoca, non è vero che l'italiano si legge come si scrive, quali sono le violazioni, poligrammi (gruppi di lettere= unico segmento; xilofono= due lettere come psicologo-> lettera doppia), lettere mute e iperspecificazione (non rappresentano alcun segmento di suono; con funzione diacratica-> antipatiche, arancio, hanno, ah; senza funzione=iperspecificazione-> cielo), segmenti incoerentemente trascritti (stesso segmento rappresentato da + entità grafiche (c-ci; ch-q(u)), lettere ambigue e ipospecificazione (entità di suono che trascrivono più segmenti-> E e O aperte o chiuse-> specificato solo in fine parole a volte; Z sonora o sorda), segmenti ciechi e prosodia (sillaba non ha rappresentazione grafica; accento e ritmo notati eccezionalmente; intonazione non è proprio la punteggiatura), in alfabeto perfetto, no maiuscole/minuscole, no soprasegmentali, sì soprasegmentali, sì divisione in parole grafiche, sì punteggiatura, no punteggiatura, cosa scriviamo quando scriviamo, consonanti intrinsecamente doppie (gl fa rima con ll, durata doppia rispetto a consonante semplice), allungamento vocalico (libro= li(:)bro-> come cassa), raddoppiamento sintattico (l'ho detto= d doppia), arrotondamento (consonante precede una vocale arrotondata e ne prende la forma-> questo), vocali alte sillabiche (vocali alte che a seconda della posizione nella sillaba sono ± lunghe-> I e U: questo, violenza), N e S preconsonantici (pronuncia variabile prima di un'altra consonante-> spartire ǂ sbarra), la scrittura 'legge', la fonologia (fonemi, unità di suono mentali, aspetto mentale del suono), la fonetica (foni, pronuncia effettiva, aspetto fisico del suono).
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