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serpente - È indicato con l’aggettivo "arûm" che significa «astuto» e «nudo» (cf. 2,24), a ricordarci che la sua astuzia è legata alla nudità dell’uomo, cioè alla sua fragilità, l'insinuazione del dubbio - È vero che Dio ha detto: "Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?, la manipolazione incomincia a fare effetto - La donna non ripete più quanto ascoltato da Dio: confonde l’albero della vita, che sta «in mezzo al giardino» (Gn 2,8-9) e di cui l’uomo può mangiare, con «l’albero della conoscenza del bene e del male»; aggiunge poi una parola che Dio non ha detto («Non toccare di quest’albero»), la perdita della fiducia (la trasformazione di Dio in un despota) - La donna (l'uomo) comincia a pensare che Dio non sia a favore del suo bene, ma menta per tutelare i suoi interessi e impedire all'uomo/donna di compiere i desideri profondi dell’umano: la vita per sempre («Non morirete affatto!»), la vita in pienezza («Essere come Dio»), la conoscenza autentica («I vostri occhi si apriranno», «Conoscerete il bene e il male»)., la scoperta della nudità - La rottura del rapporto con Dio, porta alla paura e al disagio con l’altro. La nostra stessa fragilità umana ci appare insostenibile in noi stessi e negli altri., il nucleo di ogni peccato - Pensare di poter realizzare noi stessi al di fuori di un rapporto con Dio, la cui parola è intesa come limite alla nostra libertà,

Per la comprensione del racconto del peccato originale

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