Jespersen sosteneva che, alcune lingue viventi sarebbero primitive, in quanto caratterizzate da strani sistemi grammaticali, esistano lingue con poca o nessuna grammatica, lessico ridotto, privi di concetti astratti e generalizzazioni e che farebbero uso di gesti e grugniti, i non linguisti sostengono che, alcune lingue viventi sarebbero primitive, in quanto caratterizzate da strani sistemi grammaticali, esistano lingue con poca o nessuna grammatica, lessico ridotto, privi di concetti astratti e generalizzazioni e che farebbero uso di gesti e grugniti, perchè sono false le concezioni precedenti?, perchè non è la lingua a essere primitiva ma il popolo a essere primitivo, non c’è correlazione tra livello tecnologico di una civiltà e lingua ad essa associata (hanno tutte sistema grammaticale complesso), come Sapir sfatò il mito che le lingue amerindiane non possono esprimere concetti astratti, comparò una frase inglese con la sua traduzione in alcune lingue nordamerindiane, ne analizzò il lessico di ogni ambito, qual è il risultato della ricerca di Sapir, le lingue nordamerindiane sono pidgin: esprimono tutto ma a livello basilare, la formulazione nelle lingue amerindiane non differisce per ricchezza grammaticale e astrazione da quella inglese, qual è il punto fondamentale della ricerca di Sapir, esistono lingue primitive meno sviluppate rispetto alle lingue moderne, le lingue amerindiane mostrano la stessa qualità espressiva di qualunque altra lingua umana, indipendentemente dalla cultura della civiltà, cosa ha fatto N. Evans, sfatato i miti sulle lingue aborigene, analizzato le lingue nordamerindiane, mito: esiste la lingua aborigena, non ce n'è una sola, sono 250-600 in australia (pregiudizio= sufficienza linguistica), sì e si parla nel nord dell'australia, mito: le lingue aborigene non hanno grammatica, non c'è grammatica nelle lingue aborigene, le parole sono messe in base a come suonano meglio, molte lingue aborigene hanno ordine parole libero, ma ruolo che ogni parola ha nella frase è specificato da marca di caso, mito: basta sapere qualche parola, hanno un lessico limitato, hanno un lessico molto ricco, relativamente all’ambiente in cui parlanti vivono (es: classificazione canguri), il lessico è limitato ma a loro basta perchè sono primitivi, mito: le lingue aborigene vanno bene nel loro ambiente ma non possono adattarsi al mondo moderno, lingua non può essere adattata immediatamente a esigenze di un’altra comunità ma usano risorse propria lingua per creare altra parola, o altro senso di parola già esistente, o prendono in prestito da altra lingua, è vero perchè il lessico è limitato al loro stile di vita, risultato della ricerca sui miti, come esistono popoli primitivi esistono anche lingue primitive, esistono culture ‘primitive’ in base a parametri tecnologici, non lingue primitive, perchè questo risultato non deve stupire, è naturale che alcuni popoli siano più avanzati di altri, ogni lingua contemporanea è ultimo anello lunghissima catena evolutiva che ha differenziato stili di vita, il lessico è strettamente legato all'evoluzione del linguaggio, cultura non ha nulla a che vedere col linguaggio (anche nel caso del lessico: è adeguato a esigenze di chi la parla), cos'è un pidgin, forma di comunicazione usata quando gruppi coinvolti non condividono nessuna lingua, lingua aborigena australiana primitiva, qual è il pidgin più 'famoso' (studiato da Bickerton), hawaiano, maltese, quali sono le caratteristiche principali dei pidgin, semplicità: non c'è grammatica, potenzialità espressive limitate, interpretazione frase dipende dal contesto, uniformità: è una lingua vera e propria, le regole sono basiche ma sono le stesse per tutti, difformità: variano nella pronuncia e nella sintassi a seconda della lingua madre del parlante, perché i pidgin sono lingue primitive, non sono lingue ma un espediente a cui si ricorre in caso di deficit comunicativo, perchè sono parlati da popoli primitivi, in quali atteggiamenti si riflette il razzismo linguistico, trascrizioni a orecchio 'fai da te', insulti gratuiti per i francesi, asimmetrie di comprensione (A capisce B ma non il contrario), sufficienza linguistica ('i selvaggi parlano dialetti'; 'parla l'africano'), 'suona bene'/'suona male', riflessi lessicali ('extracomunitario' -> rumeni non lo sono; 'di colore'), perchè sono considerate 'superiori', perchè hanno una grammatica più sviluppata, persone + colte = + pregiudizi, le lingue 'di elezione', sono statiche (sono le stesse lingue da secoli), cambiano nel tempo e nello spazio (quelle considerate inferiori possono diventare superiori, es: latino), quali lingue sono considerate prestigiose, inglese (minaccioso perchè spigne, in realtà influenzato da francese), accadico (assiri, babilonesi), aramaico (Gesù), arabo (parlato ≠ scritto), cinese, sanscrito (influenza su oriente), tedesco (Seconda Guerra Mondiale, francese (sostituisce latino durante Illuminismo), da cosa deriva il prestigio linguistico, da presunte qualità intrinseche di una lingua, da fattori socio-politici e dall’importanza e la funzione che le viene attribuita, cos'è il purismo linguistico, reazione intollerante verso l’influenza delle altre lingue sulla propria (specie i prestiti), pensare che la propria lingua sia migliore delle altre, perchè la purezza linguistica non ha basi scientifiche, le influenze delle altre lingue non mutano a grandi livelli la propria, nessuna lingua è impermeabile, nessuna lingua rimane inalterata nel tempo, perchè ci sono i dialetti, da quale lingua è influenzato il lessico inglese pur essendo una lingua germanica nella sintassi, romanza (origine latina), aborigena, da quale fenomeno sono caratterizzate tutte le lingue germaniche (inglese è un po' un caso a parte per influenza romanza), verb first, verb second, regole inglese, degeminazione (doppie non si pronunciano con prefisso in-; con un- sì), solo consonanti sonore, raddolcimento della velare (/k/ in fine di parola diventa /s/ prima di alcuni suffissi, ma non cambia prima di altri; es: panicking; criticism), marche di caso, spirantizzazione (t e c a volte diventano s e z), riduzione trisillabica (una vocale accentata si abbrevia prima di alcuni suffissi bisillabici), alcuni concetti, essterofilia (opposto purismo; parole 'prestate' es computer), anglofilia (accenti sbagliati), tecnicismi (emicrania ǂ mal di testa), angloplurali (films?), calchi fonetici ('intrigante' era negativo una volta), stereotipi sulle lingue, inglese= solo consonanti sonore, es: gondendo, inglese= accento su prime sillabe, tedesco= accento su prime sillabe, tedesco= solo consonanti sorde, es: pravo, lingue africane/'selvagge'= solo consonanti sorde, es: pravo, lingue africane/'selvagge'= solo consonanti sonore, es: gondendo, prima attestazione storica di sensibilità alle differenze dialettali, libro dei giudici, de vulgari eloquentia (ne è comunque un caso famoso verso dialetto romano), una delle comunità linguistiche meno tolleranti verso le differenze dialettali, Francia (sensibilità verso deviazioni rispetto alla “pura lingua francese”), Regno Unito ('Pigmalione' di Shaw: sensibilità verso deviazioni rispetto alla “pura lingua inglese”), quali dialetti non sono molto apprezzati, delle piccole città (Foggia), delle grandi città (NY, Roma), manifestazione tipica del pregiudizio linguistico sfavorevole ai dialetti, giudizi estetici (suona male perchè lo standard non è così), anglofonia, inglese britannico/americano, britannico= non rotico; americano= rotico, britannico= rotico; americano= non rotico, stigmatizzazione, complesso di inferiorità linguistica (anche coi nomi di persona; rosaria-> rosy), valutare negativamente come parlano gli altri, autostigmatizzazione (don Milani la chiama 'il silenzio dei poveri'), complesso di inferiorità linguistica (anche coi nomi di persona; rosaria-> rosy), valutare negativamente come parlano gli altri, manifestazione di autostigmatizzazione, ipercorrettismo, bassa autostima, definizione di dialetto in linguistica, una delle varietà simili che compongono una lingua, varietà linguistica inferiore, come si chiama la via di mezzo tra il dialetto stretto (base) e la lingua standard (tetto), dialetto standard, mesoletto (numero indefinito), cosa sono le scale di implicazione, scale di gradimento dei dialetti di uno stato, livelli graduali di substandard, grado di accettabilità regole, qual è la differenza tra lingua e dialetto, puramente sociale, il dialetto è una lingua minore, per Haugen una lingua è, propria di ogni stato, un dialetto che ha fatto carriera, ., i dialetti derivano dalle lingue, le lingue derivano dai dialetti, i dialetti sono, regolari, sgrammaticati, esempio della regolarità dei dialetti, raddoppiamento inverso (zoommare: i nordici non la raddoppiano), i dialetti non sono regolari, i dialetti italiani sono divisi in, primari (italoromanzi; consapevoli delle differenze con l'italiano, es: veneto), secondari (del toscano, es: romanesco), differenza tra lingua cum dialectis e diglossia (->arabo), lingua com dialectis: standard + dialetti; diglossia: compresenza di + varietà complementari (parlata bassa, scritta alta), lingua cum dialectis: compresenza di + varietà complementari (parlata bassa, scritta alta); diglossia: standard + dialetti, la diglossia può essere, monolingue: dialetti derivano direttamente da lingua alta (paesi arabi), alta (entrambe le lingue sono allo stesso livello), bilingue (paesi ex-coloniali), bassa (una lingua è più sviluppata dell'altra), varietà senza lingua tetto, sardo, romanì (gitani), italoalbanesi, siciliano, caratteristiche dialetti, orale, scritto, locale, informale, basso prestigio, nazionale, strati sociali bassi, caratteristiche lingua, locale, scritta, formale, alto prestigio, strati sociali alti, nazionale, orale, i tre livelli del grado di elaborazione (Kloss; quelli tra parentesi sono i livelli di sviluppo), 1. storia/tradizione (scuola elementare), 1. cultura generale, 2. cultura generale (scuola secondaria), 2. scientifici/tecnologie, 3. scientifici/tecnologie (università), 3. storia/tradizione, come funziona il grado di elaborazione, se la lingua può sviluppare tutti gli argomenti a tutti i livelli è sviluppata, ., quale livello raggiungono i dialetti, secondo, primo, variabilità linguistica, nessuno parla allo stesso modo di un altro, la lingua varia a seconda dello stato, lo stesso individuo non parla allo stesso modo in diversi contesti, variabilità linguistica diatopica, parli diverso in base a dove vivi, parli diverso in base al tuo strato sociale, variabilità linguistica diastratica, parli diverso in base a dove vivi, parli diverso in base al tuo strato sociale, cosa sono i dialetti sociali, determinati dall'epoca, non determinati dalla provenienza geografica ma dallo strato sociale, esistono i dialetti sociali in Italia? (De Mauro; idea criticata e non difendibile), si: italiano popolare (classi basse), no, quali varianti potrebbero rientrare nell’italiano popolare, relative oblique (il tavolo che c'è sopra il vaso), protasi/condizionale (se ero ricco non stavo qui), aggettivi, congiuntivo (sembra che non lo vuole), clitici (a Maria non gli ho detto niente), lessemi, perchè si pensa che ci sia un degrado linguistico, a causa della contaminazione linguistica, 'i bambini non sanno più parlare e scrivere bene', cosa è accusato di anarchia linguistica, mass media, vocabolari, come si origina il mito dell'età dell'oro, ragioni cognitive (memoria selettiva -> ricordi piacevoli), ragioni emotive ( si è affezionati alla propria lingua), ragioni psicologiche (rimpianto fanciullezza), ragioni politiche (per fare propaganda), ragioni linguistiche (resistenza a mutamento linguistico-> tutte mutano, non ci sono antiche e moderne), qual è l'unica lingua che si può dire recente, creolo (in realtà comunque deriva da un pidgin-> due lingue), finlandese, cosa ha rafforzato il rifiuto verso il mutamento linguistico, sufficienza linguistica, modello lingue classiche (studio latino= lingua immutabile, regole rigorose MA PERCHè è MORTA), quale atteggiamento è conseguenza del rifiuto del mutamento linguistico, normativismo (norme imposte da non si sa chi), descrittivismo, perchè i linguisti sono passati dal normativismo al descrittivismo, perchè il normativismo non ha basi scientifiche (non sono norme giuridiche e è incoerente), il descrittivismo era più specifico, a cosa portano i risultati paradossali del normativismo, ipercorrettismo, alienazione linguistica (ogni parlante di una comunità linguistica si sente fuori della norma (auto)imposta), ESEMPIO egli, ella O lui, lei, esempio di ambiguità della grammatica tradizionale, selezione essere/avere con intransitivi (tante eccezioni), selezione articoli, a cosa ricorrono i linguisti, atteggiamento normativo, grammatica mentale persone, perchè le lingue mutano, perchè non vanno bene per il mondo attuale, non si sa una causa precisa (mutamento= elusivo, si vede a distanza di secoli), a cosa si ritiene sia legato il mutamento, varianti, diffusione, ricambio generazionale, esterofilia, quale studio fa luce su come si affermano le innovazioni, variabile -R a NY (Labov; anni '60 diffuse entrambe le pronunce), studi di Kloss, alcuni aspetti del mutamento linguistico, è solo illusorio, il mutamento si manifesta nella contemporaneità sotto forma di varianti, dipende dalle generazioni anziane, si attua principalmente attraverso il salto generazionale, le lingue, migliorano, mutano (a volte tornano anche indietro), peggiorano, quale innovazione ha esercitato con certezza un'influenza notevole sulla lingua, dialetti, scrittura, lingua scritta, visione (sinossi) e permanenza (espande memoria di archivio/lavoro), evanescente, fonico, pianificazione limitata, bidirezionalità, contestuale, pianificazione illimitata, monodirezoinalità, acontestuale, densità semantica (livello di elaborazione più alto), quali meccanismi permettono più densità semantica nella lingua scritta, monodirezionalità, iperspecificazione del lessico (parole + specifiche), compressione delle principali tramite subordinazione delle pt. di una frase-> frase ridotta o delle frasi stesse -> nominalizzazione), anglofilia, evitare ridondanze, che vuol dire che per Halliday scrittura= metafora grammaticale, che la scrittura è inferiore rispetto alla lingua parlata, che è un modo di espressione poco naturale, qual è la stima di quante lingue ci sono nel mondo e perchè c'è questo divario, 6000-12000, 5000-6000, non si conoscono tutte le lingue che ci sono (per esempio tribù piccole e 'sconosciute'), non è chiaro se alcune sono morte; nomi varianti per una stessa lingua; dialetti, qual è il vero problema nella stima delle lingue, concetto di lingua ambiguo: la diversità linguistica è graduale e non 'a fette', non si conoscono tutte le lingue che ci sono (per esempio tribù piccole e 'sconosciute'), cosa ha evidenziato la geografia linguistica, la divisione arbitraria dei dialetti, l'esistenza di continua dialettali, cosa rappresenta la teoria delle onde (Wellentheorie) di J. Schmidt, la quantità di dialetti presenti nel mondo, la modalità in cui si attua il mutamento linguistico (sasso che cade in uno stagno fa onde centro-> si propaga-> si spegne), cosa sono le isole linguistiche, comunità linguistiche in cui si parla una varietà linguistica che interrompe la continuità linguistica propria di un’aerea, isole di uno Stato che, essendo isole, hanno dialetti molto diversi dallo Stato stesso (es: sicilia e sardegna), quali isole linguistiche ci sono in italia, albanesi, croata, greche, catalana, cimbra, mochena, occitana, siciliana, ligure, franco-provenzale, tedesca, slovena, occitana (provenzale), cosa sono le penisole linguistiche, discontinuità linguistiche nel territorio che sono continue rispetto a varietà presenti in territorio straniero; varietà linguistiche che “trasbordano” attraverso i confini nazionali, comunità linguistiche in cui si parla una varietà linguistica che interrompe la continuità linguistica propria di un’aerea, quali penisole linguistiche ci sono in italia, albanesi, croata, greche, catalana, cimbra, mochena, occitana, siciliana, ligure, franco-provenzale, tedesca, slovena, occitana (provenzale), appurate le ricerche di cui si è parlato, quante sono le lingue del mondo, 6000-12000, ci sono tante lingue/dialetti quante persone al mondo, come Kloss distingue lingua e dialetto, lingua= insieme di varietà linguistiche costituito da varietà standard + varietà da essa coperta (es: italiano standard 'copre' dialetti), la lingua è formale, il dialetto è informale, in base a quali parametri si considera una varietà linguistica come lingua o come dialetto, elaborazione e distanziazione, formalità e quantità di parlanti, su quali criteri è basata la distanziazione (a volte sono problematici e non affidabili), formalità e quantità di parlanti, parentela genealogica, differenza strutturale, coscienza dei parlanti e intercomprensibilità, quali sono le prime tre lingue per numero di parlanti, cinese, inglese, spagnolo, cinese, tedesco, italiano, la distribuzione delle lingue (diversità linguistica) è, asimmetrica (alcune hanno molti più parlanti di altre), simmetrica (più o meno tutte le lingue hanno gli stessi parlanti), quali continenti hanno + o - diversità linguistica, asia + (33%); europa - (3%), oceania + (19%), asia - (3%), perchè l'europa ha meno diversità linguistica, è il primo continente con grandi nazioni (lingue nazionali= meno differenziazione), a causa della colonizzazione, se si tiene conto del rapporto lingue abitanti quale continente ha più diversità linguistica, asia, oceania (isolamento= differenziazione), quali lingue si somigliano, lingue africane, sanscrito - greco - latino - irlandese - gotico (in forma e significato), lingue indoeuropee (parentela genealogica, vengono da stessa famiglia), lingue sudamericane, qual è il motivo principale della scomparsa delle lingue (prevista 50-60%), differenze di prestigio (alcune percepite inferiori), estinzione comunità, qual è un caso emblematico della scomparsa delle lingue, pigmei (x autostigmatizzazione hanno assorbito lingua dei vicini), lingue amerindiane, perchè allarma l'estinzione delle lingue, perchè vuol dire che la specie umana si sta estinguendo, importanza per scienza e per identità culturale
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Chickymanu
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