il Prologo del Cligès, Chrétien de Troyes parla di sé e della sua poetica introducendone i termini caratterizzanti: matière, sen, conjointure, il Prologo di Erec et Enide: il termine conjointure, composizione, intreccio, deriva dal latino coniungere e significa trasformare in un'unità organizzata di senso e forma, Frappier, trasformare la materia originale in una composizione molto bella significa rielaborare l'azione esteriore e concreta del racconto d'avventura e superare la frammentarietà e rozzezza dei racconti dei giullari, la conjointure, dà coerenza e unità interna alla storia costruendo un'architettura nuova del racconto, l'architettura nuova del racconto, la combinazione di episodi ricavati da tradizioni diverse con un preciso piano d'insieme, l'intento didattico, tramite l'operazione di conjointure Chrétien manifesta al lettore lo spirito dell'opera, l'interpretazione morale delle avventure e l'ideale che mirano a esprimere, Chrétien attribuisce un significato profondo, allegorico, li vilains dit a son respit, riferimento alla saggezza popolare identificata nella raccolta dei Proverbes au Vilain, l'an an despit, forma impersonale del francese moderno on a, por ce dit Crestieens de Troies, Chrétien si autonomina per rivendicare la propria maestria poetica, a bien dire et a bien aprendre, chi è saggio è in grado di parlare bene e insegnare ciò che sa perché la priorità del saggio è quella di istruire, que cil ne fet mie savoir / contes-contes, la raffinatezza della scrittura di Chrétien è anche nella aequivocatio o rima equivoca, l'aequivocatio o rima equivoca, 2 parole omografe in rima ma diverse morfologicamente per significato, cil qui de conter vivre veulent, perifrasi traducibile letteralmente come andrà messa in memoria

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