il Bisclavret non presenta, l'immagine ideale dell'amore e della donna che caratterizza la letteratura cortese, il tema centrale, la donna colpevole di tradimento verso il marito e il suo giusto castigo, questo motivo, si incrocia con quello fantastico del lupo mannaro ed è un racconto appartenente al filone misogino, nei versi iniziali, Marie illustra al lettore il significato del termine Bisclavret che in normanno significa lupo mannaro, licantropo, vi è l'antica credenza popolare della licantropia, Erodo e Plinio, la donna rivela il segreto, la mostruosa metamorfosi del marito attraverso la dinamica della trasformazione, il mistero circonda il prodigio, Bisclavret è un lupo mannaro fin dalla nascita, il suo ritorno alla condizione umana, non è sancito da alcun elemento liberatorio né catastrofico, Bisclavret segue la struttura narrativa delle fiabe, l'inserimento di una storia di tradimento coniugale, l'atteggiamento della moglie del lupo mannaro sfocia nel tradimento del marito con un altro cavaliere che decide di farne il suo amante e complice del piano architettato per eliminare il marito, diventa doppiamente colpevole poiché la donna decide di venir meno ai precetti basilari della fin'amors, Bisclavret pone alcuni problemi interpretativi, l'espressione bretone bleiz lavaret = lupo parlante, l'espressione bisc lavret=con i calzoni corti ottiene riscontro nell'espressione diffusa nella Westfalia e nell'Hessen: boxenirolf=lupo con le mutande, Garulf, francese antico garou derivato dal francone werwulf e corrispondente al tedesco moderno lupo mannaro, forma delle varietà oitaniche, Bretaine, designa l'antica Britannia romana corrispondente all'Inghilterra e all'antica Bretagna continentale corrispondente all'attuale Bretagna, nella letteratura oitanica il termine è usato per indicare lo spazio fantastico del mito celtico, Dame, fait il, car demandez!, costruzione sintattica con lo scopo di trasmettere un ordine o esortazione, E si si est, vus meserrez, dervia dal latino iterare = passaggio dal concreto all'astratto, ne l'ad neent en gab tenur: gab, parola d'origine scandinava gabb=derisione, deriva dal provenzale gap, ne l'ad neent en gab tenur: neent, deriva dal latino negentem=nessuna persona, in francese moderno è néant con solo valore letterario, suventefeiz, nel francese moderno letterario è souvente(s) fois fino al XIX secolo, devienc, deriva dal latino devenis, in francese moderno è deviens,, devienc: la -c finale, un'analogia con le parole presenti nel piccardo e nell'anglonormanno
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Cryyyyy91
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