i modelli didattici tra lingua e contenuto, modelli di integrazione che si muovono lungo un asse basato sull'importanza data alla lingua rispetto al contenuto, l'asse: estremo sinistro, non-CLIL orientato all'apprendimento della lingua con testi specialistici, l'asse: estremo destro, attenzione alla lingua come oggetto di insegnamento non formale, il CLIL si posiziona come l'unica metodologia con un reale obiettivo duale, insegnamento integrato di una L2, insegnamento integrato di una materia disciplinare non linguistica, il profilo e la formazione del docente, evoluzione del profilo professionale con spostamento del focus alla lingua che richiede competenze specifiche e muta la figura del docente, si passa dal docente di lingue che usa materiali specialistici, a un contesto in cui la lingua si usa in classe ma non è oggetto di apprendimento, Sisti e le direttive della Commissione Europea, il profilo del docente si fonda su 3 pilastri: lingua, contenuti, metodologie/strategie didattiche specifiche, obiettivo dello sviluppo globale, la scelta metodologica del docente CLIL serve a sviluppare la lingua e i contenuti, contribuire alla maturazione globale dello studente, unendo competenze cognitive e consapevolezza interculturale per la scuola europea, differenziazione dei bisogni linguistici a scuola, accanto al CLIL in Italia si è sviluppata la denominazione ITALSTUDIO teorizzata da Mezzadri e Luise che consiste nell'unione tra lingua e contenuti con motivazioni e contesti di partenza opposti, insegnamento dì'élite vs gestione dell'emergenza, il CLIL è un approccio d'élite in cui si insegna una materia in una lingua diversa dalla lingua ufficiale del contesto, ITALSTUDIO nasce come risposta a una difficoltà ed emergenza, supportare gli studenti stranieri non italofoni che hanno una scarsa competenza di italiano L2 fornendo loro la lingua necessaria per studiare le diverse materie curricolari e avere successo scolastico, criticità della formazione docenti nelle DNL: Conan e le 6 carenze riscontrate nelle università, scarsa consapevolezza della dimensione linguistica delle singole materie, difficoltà specifiche che la lingua della disciplina comporta per gli studenti stranieri, uso della lingua come processo di apprendimento dove scritto e orale sono parte costitutiva del contenuto, necessità di strutturare percorsi per esercitare lo studente nel parlato e nella scrittura, mancanza di obiettivi linguistici oltre il semplice lessico specialistico integrando le strutture retoriche dei testi, esigenza di un'innovazione metodologica adatta a promuovere l'apprendimento duale del CLIL, Coonan evidenzia che per i docenti delle DNL bisogna sviluppare la consapevolezza del ruolo della lingua nell'educazione, conoscere i meccanismi discorsivi della lingua target e generare negli studenti la literacy disciplianre, Vollmer e la doppia dimensione della lingua, gli obiettivi di formazione si dividono in 2 prospettive: lingua per l'educazione e lingua attraverso l'educazione, Vollmer: la lingua per l'educazione, conoscere e padroneggiare le competenze linguistiche di base necessarie allo studio, al successo vitale e professionale, Vollmer: la lingua attraverso l'educazione, sviluppo di abilità e competenze specifiche acquisite attraverso i processi educativi e disciplinari
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Cryyyyy91
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